Arlecchino : una vita a far Carnevale
Giuseppe Calabretta e Francesco Pupa.
La storia del Carnevale affonda le sue radici in età antica. Re Carnevale ci racconta un po’ della sua storia introducendoci alle maschere e al suo utilizzo, e alla storia di una delle maschere più conosciute: Arlecchino.
Bambino povero, sempre con lo stesso vestito, i suoi compagni, saputo che vestirà allo stesso modo anche per Carnevale, mossi a compassione fanno una colletta di pezzi di stoffa da cui nascerà il famoso vestito colorato di Arlecchino. Quel vestito diventerà simbolo di amicizia, unione, solidarietà e allegria.
La troppa allegria e felicità per questa festa straordinaria, faranno perdere di vista ad Arlecchino i suoi ideali, tanto da non essere più dedito allo studio, credendo di poter fare Carnevale per tutta la vita, verrà bocciato agli esami di scuola dal Dottor Balanzone.
Bocciato e ripetente, non volendo più tornare a scuola decide di trovarsi un lavoro e accetta di lavorare come cuoco a casa del Mercante Pantalone, che appassionato anche di caccia un giorno porta una gru a casa e chiede ad Arlecchino di cucinarla. Cuoco improvvisato e sempre innamorato della sua Colombina, Arlecchino non resisterà alle tentazioni della fanciulla e le concederà una coscia dell’animale. Da qui seguiranno simpatici siparietti che metteranno Arlecchino a rischio del posto di lavoro e della sua testa. Ma scaltro e con la battuta sempre pronta il nostro beniamino si salverà con il suo estro di paroliere.
La storia si conclude con una morale importante: bisogna studiare e lavorare impegnandosi sempre al massimo, perché le gru hanno le gambe lunghe sicuramente, ma le bugie avranno sempre le gambe corte.